Mamma vado a fà la guerra. Ovvero SHADOW di Federico Zampaglione.

 

“Sconsigliata alle anime ipersensibili. Si parla già di Zampaglione come dell’erede di Argento (che ha prodotto il film). Le premesse ci sono.”         La Repubblica

“Federico Zampaglione riesce a dirigere un film che fa paura davvero e stimola sgradevoli rapporti di causa effetto e di pensieri.”                          Corriere della sera

 

Non vorrei fare sempre la parte del bastian contrario. O forse mi odio così tanto da adorarlo. Ma vorrei dire anch’io la mia su Shadow – l’ombra visto cotanti apprezzamenti. Anche Ruggero Deodato su Nocturno Cinema loda il film di Zampaglione, premiato per la regia al Festival di Orvieto dedicato al fantasy e horror. C’è chi ne apprezza l’originalità (?), chi esalta il lato terrorifico (!), chi indica il regista come erede di Bava e Argento (?!).

Tutto ciò è esattamente l’opposto di quello che è stato il mio pensiero alla fine del film. Evidentemente basta brandire una “mini” falce insanguinata e farla sinistramente luccicare per diventare il nuovo Dario Argento. Se fossi nei panni del buon Dario al posto di produrre i miei improponibili falsi eredi, cercherei di risollevare la mia già compromessa carriera registica. E lo dice uno che striscerebbe pur di girare al fianco di DARIO ARGENTO.

Ma tornando a noi, davvero, Shadow di Federico Zampaglione è un film ridicolo. Girato bene e imbarazzante. Imbarazzanti sono le sue citazioni, come imbarazzante è la bottiglia di birra marca “BIRRA” che ti servono nel bar/baita sperduto tra le montagne in cui il film è ambientato. Ma non la vendevano alla coop? Cos’è il lato spiritoso del regista? L’ironia da horror è dunque diventata demenza trash? Sorvoliamo.

Da subito l’ insipidezza dei dialoghi mi fa pensare al peggio. Ma l’idea di stare per assistere a quello che è stato definito un torture movie d’altri tempi dalle riviste specializzate mi convince a proseguire nella visione. Intanto la storia va avanti nella noia più assoluta, raccontandoci di questo soldato americano in congedo che dice alla mamma che non vede l’ora di saltare in sella alla sua mountain bike e godersi il meritato riposo tra le montagne italiane.

E infatti eccolo qui scorrazzare tra le nostrane cime isolate, i boschi, i ruscelli. Che poi tanto isolati non sono visto che nel bel mezzo delle dolomiti c’è una baita che fa anche bar e in cui gira pure della gente. E che gente. Due pericolosissimi cacciatori (di frodo?)  che importunano la bella di turno (eh si c’è pure la figa) stranamente appassionata di mountain bike. Lui la difende, scorrazza un pò con lei, quasi si amano per quella mezza giornata, quando ecco tornare i cattivoni coi fucili che vogliono uccidere bambi.

Il nostro eroe lo impedisce ma non sa che i cacciatori sono completamente folli e con la loro jeep (che si sa essere normalmente più lenta di una bici) armati fino ai denti, perseguitano la coppietta lungo strade dissestate e fitta boscaglia. Nella confusione generale si arriva in una casetta sperduta fra le montagne (ma dai?).A viverci è un uomo dalle fattezze anfibie che li torturerà. Tranne la ragazza che non s’è capito bene dove vada a finire.

Ecco qua finalmente la parte interessante. Pensavo ingenuamente dentro di me. Si perchè il tizio più cattivo dei cacciatori cattivi li tortura ma allo spettatore non viene mostrato quasi nulla. Assistiamo solo alla cottura in padella di uno dei due cacciatori, ad una palpebra strappata (non durante ma già strappate, attenzione) e un pochetto di sangue qua e là.

Il nostro eroe però riesce a liberarsi non si sa bene come (e te pareva!) e in un atto di carità libera anche i suoi precedenti aguzzini (e te pareva!)  fuggendo poi nel bosco. I due cacciatori se la danno a gambe levate, lui sente la voce di lei provenire dalla casa degli orrori e decide giustamente di tornare a liberare la principessa. E così arriviamo all’ultimo quadro, la risoluzione finale, quand’ecco il colpo di scena alla M. Night Shyamalan. Solamente che in questo caso la soluzione dell’enigma (se ce n’è uno) di tutta questa strampalata storia è, se possibile, peggio dell’inizio.

Tutto quello a cui abbiamo assistito finora altro non era che il sogno di un uomo, anzi, di un soldato in coma (clamoroso! Mai visto!). La ragazza montanara è la copia sputata dell’infermiera che lo accudiva, i due cacciatori cattivi altri non erano che i suoi commilitoni coinvolti nell’esplosione che li aveva uccisi mentre lui era sopravvissuto. Perchè lui, al contrario dei due,  davanti alla facile fuga nei boschi(che quindi metaforicamente starebbe a significare l’arrendersi alla morte del malato in coma) era tornato indietro a sconfiggere l’uomo anfibio che a sto punto sarà la rappresentazione del male, del buio, del nero, del no, del negativo o della vita che è crudele o di qualsiasi cosa vi viene in mente sul tema.

Vi starete chiedendo perchè vi ho sciovinato così aggratis tutta la trama del film. Per farvi risparmiare tempo ed evitarvi la visione, in modo tale da potervi rivedere Suspiria e pensare a quanto vi manca Dario Argento.

17 Risposte to “Mamma vado a fà la guerra. Ovvero SHADOW di Federico Zampaglione.”

  1. raffo fabio Says:

    questa recensione fa cagare e denota solo un immensa invidia verso un film che e’ stato venduto in tutto il mondo ed e’ piaciuto a tutti , nonche’ di un grande artista come Zampaglione. Quando tu riuscirai a fare un centesimo di quello che Federico ha fatto, forse potrai parlare. Per il momento resti solo un povero rosicone fallito.

    • Azz… dovrò ritirarmi a riflettere su quello che hai detto in una baita… speriamo abbiamo la birra “BIRRA”… per sicurezza metterò anche l’mp3 a palla per ascoltare “la descrizione di un attimo” e rimuginare… rimuginare… arrivando alla conclusione che il problema è che in Italia la gente crede di poter fare tutto anche quello che non si sa fare. Come nel caso di Zampaglione e nel tuo.

  2. raffo fabio Says:

    Se un film viene venduto in tutto il mondo , viene sostenuto dalla critica e partecipa ai piu’ grandi festival internazionali , secondo te come fa ad essere un film scadente ? sei un idiota o cosa ? esiste un lato oggettivo delle cose e se Zampaglione non avesse saputo fare il regista o il cantante , invece che vedere il suo nome scritto ovunque , guadagnare i milioni di euro, avere come donna la Gerini etc. etc scriverebbe fesserie su un bloggetto sfigato e sarebbe un signor Nessuno, esattamente come te, pezzentone inutile, che lo critichi con quest’ aria spocchiosa. Non credi , mio povero scribacchino da un euro all’ anno? Faresti bene a ritirarti e darti all’ alcol, non vedo grosse altre opportunita’ per cio’ che ti riguarda.

  3. anna ghini Says:

    incredibile Fabio hai ragione , questo sito spara a zero su un gran bel film…

    Forse a questo bimbominkia che ha fatto la “rece” gli piace assai Zalone o Qualunquemente.. o magari Natale in sud Africa..

    lascia l’ horror a chi ci capisce qualcosa .. tu bevi birra e rimugina che tanto non servi a nessuno in nessun campo e in nessun senso… ah ah ah ah ah

    L’ altra sera Zampa ha suonato a Roma ed e’ stato un concerto da panico.

    Dovreste vergognarvi di parlare male di un grande artista. Ma si sa’…

    l’ Italia e’ una repubblica fondata sull’ invidia. AMEN

    • Rispondo qui ad entrambi.
      Punto numero 1: fondamentale sia per Fabio che per Anna.
      Vi rendete conto che i due poveracci siete voi? State insultando (perchè è solo di insulti e non di discussioni ciivile che si parla) prima di tutto una persona perchè ha criticato un film. Voi non avete bisogno di commentare, ma avete bisogno di una seduta dallo psichiatra.
      Punto 2: “L’altra sera Zampa ha suonato a Roma ed è stato un concerto da panico” COSA C’ENTRA CON IL FILM? Stiamo parlando di un film non della musica che fa Zampaglione. Evidentemente quello che ho detto prima sull’Italia rispecchia proprio la tua ignoranza sull’argomento cara Anna. Se conoscessi davvero il genere sapresti che non si tratta di un horror ma di un torture movie (o al massimo un thriller), e se davvero avessi visto dei torture movie sapresti perchè critico il film, invece parli di invidia, quindi chiunque critica un fim che non gli è piaciuto è solo un rosicone. A me sembri solo una fans di Zampaglione offesa personalmente (chissà poi perchè). Forse sarai tu quella inutile visto la sciattezza della tua tesi.
      Punto 3: l’insulsa frase di fabio ” Se un film viene venduto in tutto il mondo, viene sostenuto dalla critica e partecipa ai festival internazionali, secondo te come fa ad essere un film scadente?”. Cos’è i film si giudicano in base alla distribuzione? Non dipenderà forse dai produttori e da chi c’è dietro? Evidentemente non sai assolutamente nulla su come un film viene distribuito e mandato ai festival e comincio a convincermi che probabilmente è anche inutile rispondervi perchè si capisce da quello che avete scritto che in realtà non avete ne tesi ne conoscenza dell’argomento. Ma per favore, continuate ad offendere, così chi passa da qua può leggere quanto siate infantili. Vi consiglio al posto di frustrare i vostri grossi cervelli commentando su questo blog, di scriverne uno voi e parlare tanto bene dei bei film che vi piacciono e di quanto ne sapete di cinema. Così da offendere nel modo più infantile possibile quelli come me a cui non è piaciuto “un film che è piaciuto a tutti”…ma poi… tutti… chi sono tutti? Tutta la classe? Tutta la famiglia? Tutto il mondo?
      Aspettando con ansia il nuovo singolo di Zampaglione vi saluto di cuore

  4. anna ghini Says:

    continui a dimostrare chi sei veramente: un bimbominkia, e ti dico perche’!

    punto 1 ) il film di Zampaglione NON E’ un torture porn ( e non un torture movie come lo chiami tu ) in quanto la prima parte richiama i survival horror in stile Un Tranquillo week end di paura , e alla fine contiene uno spunto di riflessione sociopolitica .

    punto 2) il villain e’ incredibilmente inquietante ed ha il potenziale per diventare un icona horror, elemento che tu , dimostrando profonda ignoranza per il genere, nemmeno citi.

    Punto 3) nessuna distribuzione internazionale o festival di caratura top come Sitges o London Frightfest si fanno obbligare da una piccola casa italiana ( ellemme group ????) ad acquistare un film , in cui gli attori non sono nemmeno conosciuti. E non venirmi a dire che lo hanno comprato 58 paesi perche’ Zampa e’ raccomandato.

    Punto 4) regia, fotografia, scenografie , musiche , costumi e montaggio sono ottimi e finalmente il film non ha il solito look trash degli horror italiani , ma viceversa sembra un prodotto europeo di ampio respiro.

    Conclusioni : L’ unica cosa che tu minkione hai notato, e’ la bottiglia di birra BIRRA che tra le altre cose si vende da quelle parti ed e’ un simpatico omaggio a quei luoghi.

    Detto questo come vedi l’ unico incompetente che scrive recensioni senza avere idea di cio’ che il genere sia , sei proprio tu. Percio’ informati , conta fino a dieci e poi se ti riesce taci. Anna

    • 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

      Ma per favore. Intanto stai continuando ad offendere, mentre io continuo a cercare dei toni civili che evidentemente non ti appartengono.

      1. Torture porn, non leggi neanche… hai solo cercato conforto qua e la sul film ed hai appiccicato qui le tue conclusioni, tant’è che non sai neanche cosa sia un torture movie, sorvolo su survival horror (forse intendevi scopiazzature da “Buffalo Bill” e “Allucinazione perversa”). Il fatto che il film sia citazionale potrebbe giocare a suo favore se non fosse così elementare (preferisco le citazioni de “Il Bosco Fuori” film molto più rispettabile). Non si può evitare di dare senso alla prima parte solo dietro la scusante che è tutto un sogno di un uomo in coma e sbandierare un significato socio politico estremamente infantile (vedi foto dei dittatori).

      2. Il villain può essere piaciuto a te e nessuno dice che non può piacerti, ma a me non mi inquieta… sarò stato abituato troppo bene da altri autori (e per lo più italiani). Questa non è ignoranza, anzi, dimostra che tu forse, continui a conoscere poco l’argomento.

      3. Piccola casa italiana che però girava in pellicola. Ripeto, non sai come i film vengono distribuiti e come si partecipa ai festival quindi e meglio tacere.

      4. Se avessi letto bene la mia critica non ho detto nulla contro la fattura, anzi il film dimostra che dal punto di vista tecnico, quando si usa qualche soldo in più e un cast tecnico (non artistico ma tecnico) all’altezza, non siamo al di sotto degli americani. Ma solo dal punto di vista tecnico, perchè la sceneggiatura è imbarazzante, come lo era per “Nero Bifamiliare”, in cui era buono il tentativo ma il film era na chiavica. Anzi colgo l’occasione per complimentarmi col direttore della fotografia del film che ha fatto un ottimo lavoro.

      5. Non voglio dire che Zampaglione è raccomandato. Voglio dire che per gente come lui è molto più facile fare un film pur non essendo forse la persona più adatta quando ci sono opere italiane di genere nettamente superiori che non hanno distribuzione perchè non sono nè sposati con la gerini, nè hanno un gruppo musicale famoso, nè Argento a sponsorizzarlo. Il fatto che sia Argento a sponsorizzarlo poi, non significa nulla, anche Spielberg ha prodotto Paranormal Activity… e se visto che bel film…

      E io non vengo a casa tua a dirti di tacere cara, quindi faresti meglio a controllare le tue manine sulla tastierina, prima di cercare qualche altra spiegazione strampalata alla tua non conoscenza di fondo del genere.

      “non hanno il solito look trash degli horror italiani…” questa frase o dimostra ancora di più che non sai nulla o appunto ti scagli contro quei film che magari sono anche meglio a livello di idee ma hanno avuto un terzo di ciò che è stato messo a disposizione per Zampaglione.

      L’unico lato solidale che posso avere con il leader dei Tiromancino è sulla distribuzione in sala, ha fatto bene a lamentarsi, che il film sia bello o brutto non è giusto che rimanga al cinema così poco, non gli è stato dato neanche il tempo di tentare di gareggiare con gli altri titoli.

      Non vedo l’ora di leggere le tue dolci parole di risposta, so che come al solito sarai intelligente e pacata.

      Un film girato così bene da essere totalmente vuoto.

  5. anna ghini Says:

    era qui che ti volevo carino !!! da come parli si capisce benissimo che vorresti fare il regista ! pellicola , budget , sposato alla gerini etc. etc..

    Tu vorresti fare il regista.. ma purtroppo per te, lui fa il regista ed anche ottimi dischi e concerti !!! e quello che conta nella vita, povero il mio bimbominkia aspirante qualcosa, sono SOLO I FATTI .

    Ora arrovellati pure con le tue spiegazioni ma i fatti sono che Zampa resta lui, talentuoso ricco e famoso mentre tu..non sei assolutamente nessuno.

    • Muahahahahahah! Se facessi il regista non commenterei su un blog altri film (o magari si) ma leggerei le critiche che inevitabilmente ci sono e ci saranno sui miei lavori, per fortuna abbiamo ancora libertà di parola e il fatto che “Zampa” sia un bravo musicista non è che mi interessi più di tanto. Io adoro Battiato ma non è che i suoi film mi facciano impazzire. Per me entrambe le opere di Zampaglione valgono poco, nonostante ti ripeto, bisognava comunque dargli l’opportunità di farlo girare per le sale più a lungo, e “Shadow”, in valore assoluto, è meglio di “Nero Bifamiliare”. E cmq non è un FATTO che sappia fare il regista, è la tua opinione, tant’è che c’è chi come me lo ha aspramente criticato. Questo non significa dare contro per partito preso agli italiani che fanno qualcosa di diverso, magari facessero più film come “Shadow” e meno come “A natale mi sposo”, ma non significa che poi questi film mi debbano piacere per forza. Sono critico con lui perchè aveva le possibilità di farlo meglio visto il cast tecnico e gli attori che neanche erano male (tranne il villain… mi viene in mente la scena in cui lecca il rospo… il male non può far altro che drogarsi e ammirare Hitler).
      Poi il paragone fra “Zampa” e me lo stai facendo solo tu, non vedo che senso abbia.
      Grazie per il carino… non ho capito come hai fatto a capirlo, dovrò ricredermi sui tuoi giudizi evidentemente.
      Saludos

  6. prof.donhoffman Says:

    Che brutta recensione,
    E poi cosa vorrebbe dire un “torture porn” d’altri tempi, il torture porn non è un genere nato nel 2003 con La casa dei mille corpi??
    E poi troppi spoiler, un po di rispetto diamine,”Per farvi risparmiare tempo ed evitarvi la visione” e sticazzi, per ora sei l’unico a cui sto film a fatto cagare. Per carità, hai tutto il diritto di parlarne male ma permetti che se casco sul tuo blog per caso e non ho ancora visto il film stia a me comunque decidere se guardarlo o no?
    Poi valuti il film in base al tasso di splatter, non è mica un difetto che non si veda ogni dettaglio sadico, mica possono essere tutti uguali ad Hostel e Saw3. Shadow punta principalmente sull’atmosfera.
    Posso anche essere d’accordo che nella prima parte i dialoghi siano un po’ stupidini ma nella seconda parte la situazione cambia, si inverte.

    • Caro Prof, i miei sono consigli agli appassionati del genere, poi se il film ad altri è piaciuto buon per regista, troupe e cast! Cmq mi pare che ti stai affacciando a questo(i) generi da poco. Il torture porn non nasce assolutamente con La Casa dei 1000 Corpi, (che tra l’altro mi è piaciuto molto) ma Rob Zombie si ispira e imita a piene mani da moltissimi film di genere, non ha inventato assolutamente nulla e lo dice senza veli in quasi tutte le interviste (e ci mancherebbe visto che è una continua citazione!). Da Lewis a Non aprite quella Porta ai primi di Wes Craven è una continua imitazione. Il torture porn è ispirazione diretta del sexploitation di cui ci sono moltissimi film fin dagli anni 60 e 70 (come x esempio THE WIZARD OF GORE o THE GORE GORE GIRLS negli States o LA TORTURA DELLE VERGINI di Jesus Franco datato 1970 ed è un genere che in realtà esisteva anche in tutta Europa) per non parlare del filone nazi italiano (L’ULTIMA ORGIA DEL TERZO REICTH per esempio), non credere a tutto quello che trovi su Wikipedia😉
      Ci sono bibliografie immense sui sottogeneri dell’orrore, anzi se vuoi saperne di più sul genere ti consiglio un libro che è quasi una BIBBIA “Sex and Violence -percorsi nel cinema estremo-” di Roberto Curti e Tommaso La Selva, edizioni Lindau. E’ un libro davvero molto interessante. A presto!

  7. Io volevo dire che è palesemente ingiusto criticare questo film, d’accordo non è un capolavoro,ma tecnicamente è una perla rara nel genere horror italiano, gli attori sono bravi,e non è poco, la location è ottima, come il cattivo di turno, caratterizzato benissimo, per non parlare delle musiche, sempre a tema e descrittive del momento in atto, se per te questo non è abbastanza,dovrai accorgerti che sei un pò troppo pretenzioso,e non conosci la scena italiana.Guardando “Il bosco fuori” o “In the market” ti renderai conto che quello dello Zampa è un capolavoro, perchè i suddetti films, sanno di amatoriale nella maniera più squallida,non c’è un’idea buona neanche nella regia, la fotografia e da fiction all’italiana, la recitazione è meglio non citarla.Hanno budget più bassi rispetto allo Zampa, siamo tutti d’accordo,ma poi un film lo devi giudicare per quello che è, e cosa sono i 2 films sopracitati ,te lo dico io ,ciofeche assolute!!!!

    • Certo che il budget è diverso ,però caro Valdio è molto molto molto diverso. Shadow è costato 20 volte Il Bosco Fuori, poi che quest’ultimo non sia molto originale e la fotografia sia a tratti ridicola sono d’accordo, però sono due generi diversi, IL BOSCO FUORI è volutamente uno splatter citazionale dal retrogusto 70 e in alcuni momenti lo ricalca, anche nell’approssimatezza dozzinale (forse involontaria ma sta di fatto che per il genere ci sta). Shadow è un horror/torture poco riuscito nonostante una fotografia notevole e buone musiche (d’altronde in quello Zampaglione è un esperto). Bravi i tecnici come spesso accade nei film italiani dove ci sono direttori della fotografia e operatori bravissimi e “autori” che non li meritano. Secondo me Shadow non è un gran film, mi ha molto deluso, proprio per le possibilità che Zampaglione aveva e che a mio avviso non è riuscito a sfruttare al massimo. Alla prossima!

      • Ribadisco il fatto che per me sei esagerato, nessuno ha urlato al miracolo vedendo Shadow, però si vedono le possibiltà per il genere horror italiano di avere almeno la confezione decente per competere all’estero. Io ti dico che se fossi un regista mi guarderei bene dal pubblicare un prodotto, come “Il bosco fuori”. Non puoi paragonare questo ai films di Lenzi,Fulci e compagnia bella, i suddetti registi non meritano un confronto così basso,per quanto erano low budget, c’era la fotografia, l’idea registica,nel film di Albanesi non c’è nulla, tutto si perde nello stereotipo e nel ridicolo. Cavolo devi essere coerente,se apprezzi roba del genere non puoi non appezzare il film di Federico, è così inadeguato al livello horror mondiale?Bo!! Io credo proprio di no, visto che di geni dell’horror ce ne sono pochi,che sia torture o slasher è irrilevante.Guardati Bad Taste di Jackson, e scopri cosa significa avere buone idee e budget a 0.

      • Sarà ma secondo me fare un film di genere con meno di 50mila euro e ben più difficile che fare Shadow e questa è caratteristica imprescindibile per giudicare. Bad Taste è un caso diverso, i low budget non italiani hanno comunque budget nettamente superiori com’è stato per Jackson (poi l’ho visto e mi sono divertito però non è che sia così geniale come idea!) Shadow a mio modesto avviso non è competere con i film americani, è seguirne la falsa riga senza aggiungere nulla. La mia bocciatura in questo caso è secca e te lo ripeto per l’ennesima volta, perché avendo finalmente le possibilità di fare un buon film DI GENERE non si è sfruttata l’occasione, ma soprattutto a livello autoriale, sia come idee registiche (radenti lo 0 assoluto) sia come sceneggiatura (facciamo accadere qualsiasi cosa anche priva di senso tanto è un sogno e il giochetto si intuisce dopo 20 minuti) ma questo era da aspettarselo visto il precedente e INDECENTE “Nero Bifamiliare”. Tra l’altro Zampaglione sta scrivendo il suo nuovo film proprio con Gabriele Albanesi, quindi anche a lui “Il Bosco Fuori” e “Ubaldo Terzani Horror Show” mi sa che non hanno fatto tanto schifo!

  8. Non ti ho detto che Albanesi è un imbecille, ho detto che ha fatto un film amatoriale e scadente, poi che abbia delle idee buone per il futuro, lo vedremo,ma quello che ha fatto,per adesso non è di mio gusto, e a tratti lo ritengo ridicolo, mentre nel film di Zampaglione non vedo niente di ridicolo, nulla di eccezzionale, ma almeno è credibile ,nel film di Albanesi no,e il tutto è distrutto dalla messa in scena, prima, e dalla sceneggiatura poi. Se hai un basso budget fai un cortometraggio,questo è il consiglio che mi sento di dare a questi nuovi registi,cura di più la fotografia e poi doppia gli attori per l’amor di dio!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Guardati “In the Market ” e capirai.

  9. Scusate l’intrusione ma non mi spiego gli insulti, volgiamo parlare di cinema o facciamo gli ultras pro e contro Zampaglione? Secondo me il film è davvero brutto. Si salva una certa maestria nell’uso del mezzo meccanico e della fotografia questo è innegabile (di chi è il vero merito?) ma il ruolo del regista è soprattutto quello di dare carattere e spessore ai personaggi che in questo caso mancano totalmente. Il finale è sconcertante. Se il regista ha voluto dare un’interpretazione onirica e fantastica, metaforica e simbolica allora proprio non ci siamo. Sembra agli occhi dei più (e molti critici concordano) un non saper come giustificare la presenza di un essere mezzo umano e mezzo fantasma, sopravvissuto al nazismo in una casa sperduta nella foresta ma dotata di luce, gas e benzina illimitata per la macchina, claudicante ma rapido, efebico ma dalla forza smisurata tanto da far a pezzi un Rottweiler, se non con un semplice “ce lo siamo sognato”. Concordo con i più che sostengono che nel cinema di genere non è necessario giustificare tutto tutto. E’ vero. Ma un minimo di coerenza nella sceneggiatura è ciò che ci si aspetta sempre per una storia. Il film mi sembra un “vorrei ma non posso”, un Wrong Turn senza senso, mentre li un senso ce l’aveva anche se surreale. In un festival di cinema qualche tempo fa si discuteva del fatto che non ci sono più sceneggiatori validi in Italia, ebbene ho paura che questo film dia ragione ai dubbi sollevati. Beh, prendete questa mia disanima come il parere del tutto personale di un filmaker di genere che popola la vasta schiera di autori di corti horror. Nessuna velleità di critico cinematografico s’intende (anche se questo non è certo un ombrello parainsulti). In ogni caso pace e bene a tutti.

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